Ho un’insana voglia di tablet, mi chiedo anche io perché, non ne ho bisogno. In questo momento avrei bisogno di altro. Di cosa non so.
La precisione non è mai stata il mio forte visti gli errori che presento nel mio curriculum. Anzi no, basta chiamarlo curriculum, per risollevare il mio ego, d’ora in poi, ma solo qui, il mio Cv diventa Palmares o Albo d’oro, Troisi ricominciava da tre, io potrò permettermi di ricominciare da -4 che è poi la temperatura esterna della stanza dove vivo, lavoro e scrivo.
Una stanza diventa mondo, un mondo diventa prigione. Buffo il mondo. Oggi per una rubrica di libri che tengo ormai da un po’qui su Internet, ormai mi sembra di esistere solo sulla rete, ho scritto un articolo su Orwell, celebrato in Inghilterra perché questo è il 110 anno trascorso dalla sua nascita. 100 ok, ma 110 è un numero un po’ strano, forse la Penguin, storica editrice di Orwell, vuole rimpinguare le sue casse. Ora che mi ricordo devo iniziare Keep the Aspidistra Flying che giace sul mio comodino da qualche mese, assieme al diario di Brandys…
Anniversari dicevamo, strani, che assumono dimensioni differenti.Ho ancora un numero di Batman da leggere, la corte dei gufi, ma non ho voglia, tra poco scatta un altro anniversario…il secondo. Così va il mondo, in maniera buffa e sempre banale, come la morte.
Why Kerouac Matters
Why Kerouac Matters è un libro che sto leggendo, al mattino, in questo particolare momento della mia vita. Il momento è particolare di suo perché posso leggere solo al mattino. In realtà ho, a volte, un’oretta anche alla sera, ma preferisco leggere dei fumetti perché la mia attenzione dopo 10 ore di pc è in fase decisamente calante.
Ad oggi, 22 gennaio 2013, non ho fatto molte cose importanti. Ho mandato delle mail e non ho ricevuto risposta.
Sono andato alla messa in ricordo di un mio amico scomparso. Ho finito di leggere un libro, il primo dell’anno, la biografia di Adam Mickiewicz pubblicata da quel mirabile editore che era Formiggini.
Giro e rigiro il mio pensiero attorno alle tre o quattro questioni fondamentali del mondo occidentale, a volte riesco a trovare anche un quinto problema tutto mio, ma solo se sono particolarmente profondo, altrimenti le giornate si susseguono identiche tra loro, una dietro l’altra, senza risposta.
Poi scopri che Keroauc è importante, più di quel che pensavi.
Campi Bianchi
A Natale mi han regalato una lavagnetta, di quelle riscrivibili. Mi hanno regalato anche altre cose in realtà, ma questo oggetto mi ha particolarmente colpito. Adesso è appesa lì, nella mia postazione lavorativa…c’è il francobollo polacco di Witkiewicz, da 10 zloty, la cartolina svedese con le renne on the road, i miei appunti su Mickiewicz, su Walking Dead, Californication e il Dottor Who, per dovere di cronaca posso dirvi che ho ricevuto anche il cacciavite sonico dell’undicesimo dottore… La prima cosa che vi ho scritto sopra (è più forte di me, se vedo un foglio bianco sono pronto a scriverci, se ne vedo più di uno mi blocco, in questo momento infatti vivo da scrittore con la s minuscola, la penna a secco e la tastiera a riposo, ma cambierà, forse) è stato un semplice Auguri, nulla di più. Oggi già vi campeggia in tinta blu l’appunto di un’idea, o per meglio dire l’abbozzo di un’idea che si è affacciata nella mia mente confusa alla Vigilia di questo Natale. Come dicevo prima la mia mente è un po’ confusa al momento, indecisa su alcune cose da farsi. Certo ho vissuto momenti migliori, ma ne ho attraversati anche di parecchio peggiori. Non ho una direzione specifica ma solo qualche punto di riferimento. Non ho amore ma ho le sue devastazioni, non ho libertà ma vivo la sua assenza. E a questo punto, con questo primo post qui, mi vien da chiedere se anche questo blog non è una lavagna magnetica?
www.fabioizzo.it
Appena nato